Il ruolo di un’etichetta discografica per un artista.

Sentiamo sempre più spesso parlare di etichetta discografica oggi ma sopratutto di tante realtà che approcciano l’artista chiedendo dei soldi, (anche se non sempre è sbagliato) e vi è la necessità di analizzare per bene caso per caso.

Ti sei ritrovato per caso a ricevere una proposta sui dm di instagram da una etichetta che ti proponeva: produzione, mix, master e distribuzione e sicuramente il suo unico fine era quello di venderti le sue produzioni.

Normalmente un’etichetta che decide di lavorare con te artista, al giorno d’oggi, non ti “vende” le sue produzioni a meno che non abbia un’idea di un progetto serio e concreto che ti possa mostrare eventuali risultati, e quindi al massimo richiede una co-produzione (anche qui bisogna stare molto attenti) con un budget molto ridotto, chiaramente, il nostro consiglio è di seguire i passaggi dell’etichetta e lavorare a stretto contatto per capire come si sta muovendo e le sue idee.

Chiaramente, le etichette indipendenti, non hanno i budget di una major ed è impossibile aspettarsi che una etichetta di quelle dimensioni posa investire su di voi, ma può, sicuramente aiutarvi a sviluppare un percorso concreto di crescita e sviluppo e avere una chiara idea dell’immaginario del vostro progetto musicale. Oltre a questo, sfruttare la sua rete di contatti che è sicuramente più numerosa della vostra.

In alternativa a questo, la proposta che può arrivare all’artista è quella di una semplice distribuzione ma l’artista possiede già il master, l’interesse dell’etichetta qui è lavorare per avere un roster abbastanza grande per riuscire ad ottenere più facilmente l’ingresso in editoriale per i suoi artisti (sopratutto quelli più forti) e per avere più margine di guadagno possibile dalle edizioni, royalties ed eventuali live dell’artista, infatti, con questa proposta, l’etichetta spesso si occupa anche del management dell’artista.

Diciamo che in questo secondo caso, l’etichetta indipendente cerca il colpo di fortuna che possa portarla a far “sfondare” con uno dei suoi progetti e piano piano poter investire a cascata sugli altri.

Le logiche delle etichette indipendenti (e non quelle del 2017 dove al tempo era ancora possibile investire per questo tipo di etichette) sono un po’ queste, oggi si tenta un po’ il colpo di fortuna, per quanto possibile si cerca di strutturare con gli artisti un percorso ma con risorse bassissime e per cui è giusto che anche l’artista faccia un suo investimento iniziale, quello che è ingiusto è vendere fumo e illusioni, chiedere budget alti per “fuffa” e non gestire il budget disponibile in modo intelligente. Anche se il più delle volte si sfrutta il nome “etichetta” perchè fa figo e ci si può permettere di prendere soldi a caso.

Mettetevi in allerta e chiedete tutte le informazioni possibile con un piano di business dell’etichetta e relativa gestione del budget, contattateci per una consulenza e vi sapremo sicuramente aiutare a gestire queste situazioni un po’ scomode. promo@lamanageragency.it